Il Marketing (parte seconda): “Il marketing per gli artisti”

Il marketing degli artisti

Ci siamo lasciati, con il precedente articolo, sulla definizione di cosa sia il marketing. Ora analizziamo alcuni punti in modo più dettagliato. Sono certa che gran parte del mio “pubblico” apprezzerà. Il marketing per gli artisti: ho scritto “per” e non “degli”, è molto importante notare la differenza di concetto tra le due opzioni, perché sono concezioni totalmente diverse. “Degli” è “vendita di qualsiasi cosa purché venda”, “per” è ottimizzazione massima per la migliore messa in evidenza della Vostra arte, qualsiasi essa sia. Canali giusti, tanto lavoro e molta pazienza.

Quando ci si occupa di artisti, per esperienza, posso dirvi che ci vogliono ore ed ore di lavoro, ma questo non significa che qualcosa possiate farlo anche voi in autonomia. Io parlo di esperienze, ad esempio, con gruppi o singoli artisti in ambito musicale con cui ho collaborato negli anni oppure delle miriadi di confronti che ho potuto avere con scrittori e addetti ai lavori dell’editoria, della discografia, della musica, della pittura e via dicendo. La “regola”, in ogni caso, è la stessa: l’arte è arte e anche se ci sono delle differenze di approccio, quel che vale per la scrittura o la musica, vale anche per la fotografia, la pittura, la scultura e così via.

Analisi dati, target, ottimizzazione, strumenti. Lasciamo da parte la “ricerca di mercato” a meno che non vogliate fare qualcosa di apparentemente artistico, ma che in realtà non ha nulla a che vedere con l’arte. Tutti gli altri punti, già citati nel precedente articolo, possono aiutarvi a mettere in risalto i vostri lavori, le vostre opere, la vostra passione o lavoro.

Perché un articolo a parte? Perché l’arte non deve essere considerata come un pacco di pasta o un elettrodomestico. Molti, troppi lo fanno e aggiungo, senza rendersi conto che dall’arte vera, avrebbero lo stesso se non maggior profitto di quanto ne facciano puntando su materiale di poca o assente qualità. Parlo qui, in particolare, della musica e della scrittura, ma anche gli altri mondi del “mercato artistico” non sono per nulla semplici.

Per alcuni di voi queste cose saranno scontate, ma per moltissimi altri – fidatevi – non lo sono. Vedo tantissimi musicisti e tantissimi scrittori che non sanno da che parte iniziare per valorizzare quel che fanno e non è una colpa, ma è meglio rimediare, no?

Analisi e ottimizzazione:

L’analisi consiste nella valutazione di una – in questo caso ipotetica – “situazione iniziale”. Ammettiamo di essere contattati (o di essere!) una band che si definisce semplicemente “rock”. Ha, come quasi tutti, una pagina Facebook e un canale YouTube. Come si presenta la pagina Facebook? Contiene tutte le informazioni necessarie? E per “rock” cosa intenderanno questi musicisti? Rock melodico, hard rock, rock alternativo, rock blues…?

Il “Rock” è un mondo, non si può scrivere solo “siamo un gruppo rock” e se lo si scrive come “genere”, è necessario poi spiegare cosa si fa: vedo una moltitudine di pagine Facebook con descrizione: “La band Z è composta da X alla voce, Y alla chitarra, bla bla…” e punto. Dunque? Qualcuno può capire chi siete semplicemente dai vostri nomi e dagli strumenti che suonate? È doveroso scrivere la composizione della band, ma non potete scrivere solo quella. In molti casi è pigrizia, in altri è il “non so cosa scrivere” o “non so come scriverlo”. Chiedete aiuto piuttosto che lasciare uno spazio vuoto.

Guardo nella sezione video e mi trovo davanti – nella maggior parte dei casi – due pezzi presi da un live girati nel modo più sbagliato possibile: non si sente nulla, i suoni sono confusi, le immagini pure. Piuttosto che caricare materiale di questo tipo, meglio non inserire niente. “Ma sì, era solo per rendere l’idea”: no, non esiste, a meno che l’idea è che non avete cura per quel che fate. La prima, primissima cosa da mettere in evidenza per un musicista o una band, qual è? Santo cielo, è la musica! E credetemi, per chi ora legge con il muso stranito, non è dato per scontato. Ci sono canali senza contenuti. Persone che ti invitano a mettere il like alla propria pagina senza avere ancora nemmeno un’indicazione su come si possa ascoltare la loro musica e spesso non solo non è indicato, non esiste proprio: non ha senso.

La presentazione è il secondo punto: una grafica accattivante, per quel che è possibile fare con un social come Facebook, attira l’occhio e dunque, incuriosendo, fa restare la persona sul canale per quell’attimo in più in cui può decidere di ascoltare qualcosa. Una grafica non curata, fa “cambiare canale”.

Fotografie: se caricate materiale fotografico deve essere attinente e il più possibile artistico oltre che, naturalmente, di ottima qualità. Fate vedere quello che fate, fate vedere qual è l’espressione del vostro viso quando suonate, mostrate un dettaglio, la bellezza del live, invogliate chi guarda a venire a vedervi dal vivo, fate capire a chi non lo sa quale sia il lavoro, immenso, nella creazione e nella realizzazione di un album. Riassumendo: siate creativi.

YouTube: anche in questo caso è importante la completezza delle informazioni e presentare una buona grafica, anche se ovviamente al centro ci sono i vostri video. Che siano video ufficiali o meno, devono dare almeno un’idea di quello che fate. Potrebbe anche esserci integrazione, in questo senso, tra i diversi canali che comunque sono sempre collegati (e se non lo sono dovete collegarli). Se tra i vostri pezzi sapete di avere un brano più potente e uno più melodico, trovate il modo di farli sentire entrambi: essere una band – o un musicista – che non fa brani tutti uguali non è assolutamente scontato, dovete farvi sentire.

Target: dovete promuovervi. A chi? A caso? No, non a caso. Dovete definire il vostro target: quanto può essere ampio? Qual è la fascia d’età in cui posso trovare più interesse? Quali altri interessi hanno, generalmente, le persone che ascoltano questo genere di musica o che leggono questo genere di scrittura? E se siete dei fotografi? A chi potete rivolgere l’attenzione in modo più specifico, dunque, ottimizzando la qualità della vostra promozione e il tempo che gli dedicate? Questo vale sempre, per tutti. Un’altra cosa: durante l’analisi… hai notato un certo afflusso di persone in determinati orari e/o giorni? E cosa potresti fare a riguardo? Qui dal target ci sposta un po’ nella “strategia” per l’ottimizzazione dei canali, ma ci stava l’accenno.

Ottimizzazione: qui si parla di tecniche, non ce ne sono di storie. Dal “semplice” (notare le virgolette) utilizzo delle keywords, al sapere che determinate cose vanno fatte in un certo modo se vuoi dei risultati. Cosa puoi fare da solo? Puoi formarti perlomeno sulle azioni di base (anche facendo qualche ricerca), anche se la cosa migliore è rivolgerti a qualcuno che lo sa fare.

L’ottimizzazione comprende l’utilizzo di tecniche e strumenti specifici, ma cosa significa ottimizzare? Aumentare il “galleggiamento” nel vasto mondo del web, far emergere il più possibile i vostri contenuti, perché è impensabile che senza fare nulla possa apparire, così per caso, un vostro lavoro tra le ricerche in Google, su YouTube o altro. Quali sono gli strumenti e le tecniche specifiche? Contattatemi e lo scoprirete. C’è la possibilità di ricevere servizi di Digital Marketing a offerta consigliata (assai raro) e anche di ricevere formazione in questo senso. L’ottimizzazione comprende, tra l’altro, le tecniche SEO (in continua evoluzione).

Strumenti: tool, applicazioni, siti di monitoraggio, collegamenti per analisi dati e relativa analisi e – di conseguenza – continua ottimizzazione. Corretto utilizzo degli strumenti più comuni e la consapevolezza che oltre alle funzioni di base c’è molto di più. Un mondo tutto da scoprire.

Per ora fermiamoci qui. Auguro a tutti un buon proseguimento d’estate, sperando nel meglio per ognuno. Ci risentiamo a settembre!

Link: L.A. Editing&Digital Marketing (Fb)

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